Parigi copia Londra: in Gennaio nessun beva

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(di Nicola Simonetti) Dopo l’avvio della campagna del lunedì magro, ecco quella dell’ “alcol mai in gennaio”: “Dry January” per i cittadini di Sua Maestà Britannica e, per i francesi, “Janvier Sec”.

L’anno scorso, sono stati 4 milioni i britannici che hanno dichiarato di aver partecipato ai 30 giorni di astensione  e 100mila hanno regolarizzato la propria presenza sul sito.

Sobrietà per un mese, non fa male a nessuno. Fa bene invece pur se – dicono gli esperti – apporta qualche beneficio, non risolve il problema degli alcoldipendenti. E, per chi protesta in nome del commercio, non sarà sicuramente un gran danno economico. Alcuni dei partecipanti, invece, hanno inserito, tra i benefici, il risparmio in sterline.

È, comunque, un modo di comunicare, di scambiarsi “buoni  propositi” che non durano lo spazio di un mese soltanto poiché risulta da un’inchiesta realizzata su 800 dei partecipanti al “Dry January” del 2018, è risultato che essi – in media – hanno consumato alcol, nei mesi seguenti (fino ad agosto), 3 giorni per settimana invece dei 4 abituali e che si sono ciuccati 2 volte al mese invece di tre.

“Inoltre, il “Dry January” – rimarca il dr Richard Piper, direttore dell’ “Alcohol Change UK” – induce a riflettere che dell’alcol si può fare benissimo a meno senza, per questo, registrare danno né modifiche nei comportamenti e nei rapporti con gli altri… un mese a secco di alcol, oltre a dare benefici immediati e favorire un giusto approccio anche psicologico riguardo al consumo di alcol, può alleggerire i rischi connessi  a tale pratica abituale”.

Un progetto, intanto si fa strada: introdurre anche il “Dry week”, cioè una settimana al mese oppure un giorno per settimana di “alcol astinenza” e, perché no, di “tabacco free”.

Riemerge, in veste laica, il vecchio concetto cattolico del “fioretto” e della buona azione giornalieri.

Parigi copia Londra: in Gennaio nessun beva

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