Senatore di Misurata: “mandate subito Perrone in Libia” e  occhio alla Francia

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Abderrahmane Sewehii, ex presidente dell’Alto consiglio di Stato di Tripoli da Misurata ha parlato a tutto campo su alcuni passi falsi commessi dall’Italia nel dossier Libia. Intervistato da La Stampa Sewehii ha detto che i misuratini, rappresentati politicamente da Ahmed Maedg e militarmente da Salem Juha, sono comunque i principali alleati libici dell’Italia. Non è un caso che a Misurata, infatti, ci sia un ospedale militare e un contingente italiano, nella task force Ippocrate.

“Palermo non mi è piaciuta sin dall’inizio, sembrava la brutta copia di Parigi” e poi non abbiamo avuto un invito ufficiale e diretto. Poi, il politico misuratino, a tutto campo ha detto che i problemi della Libia sono iniziati quando Qatar ed Emirati hanno iniziato a infiltrarsi con enormi quantità di denaro. La Francia in tutto questo “caos”  ci si è buttata subito per acquisire maggiore influenza e territorialità in LIbia (Total vs Eni).  La Francia, infatti, ha invitato una delegazione a pochi giorni dal vertice di Palermo, e poi alcuni giorni fa è stata in Libia l’ambasciatrice Beatrice Duihan.

Milizie di Tripoli

Ora il problema più evidente è quello delle milizie a Tripoli che non si risolve con le riunioni sostiene Sewehli.

Secondo fonti vicino al generale Haftar, riporta The Libyan Observer, funzionari francesi avrebbero assicurato al generale libico il loro sostegno  per prendere e controllare Tripoli. Il giornale arabo ha scritto che Haftar ha incontrato alcuni giorni fa funzionari francesi, tra cui il ministro degli Esteri, a margine della conferenza di Palermo del 12-13 novembre, discutendo del suo intento di avanzare militarmente su Tripoli e, quindi, di ricevere l’approvazione dei  francesi nei giorni successivi. “Haftar ha capito che la Francia avrebbe sostenuto le sue operazioni militari a Tripoli e che avrebbe ricevuto fondi e sostegno politico, così come avvenuto a Bengasi e Derna”.  Le fonti sostengono che Haftar, “ha già iniziato a presentare  alcuni piani militari per le operazioni, grazie al via libera francese”. Haftar e il suo esercito hanno sempre parlato in passato  di svolgere un’operazione militare per controllare e liberare  Tripoli.  “La Francia ha cercato di esortare i poteri regionali per sostenere Haftar nella sua avanzata  nella capitale libica poiché diversamente potrebbe essere vista come un  colpo di stato”. Le fonti spiegano che la Francia ha sostenuto  l’iniziativa di Haftar dicendo che avrebbe anche esortato il Consiglio di sicurezza dell’ONU a rimuovere parzialmente il divieto degli armamenti sulla Libia per consentire alle forze militari di essere più equipaggiate  per la battaglia finale. La Francia  è stata  sempre coinvolta nella presunta guerra al terrorismo  di Haftar a Bengasi e nel resto della regione orientale, con molti rapporti che rivelano che aveva addirittura uomini  sul terreno in Libia per combattere  fianco  a fianco con le forze di Haftar a Bengasi. La Francia ha anche offerto il sostegno aereo alle milizie dell’uomo forte della cirenaica per la presa di Derna e Bengasi.

Misurata porta d’ingresso per Tripolitania e Cirenaica

Non dovete  trascurare l’importanza di Misurata, la cerniera militare della Tripolitania, afferma Sewehii . Qui un affondo alla politica italiana che ha trascurato la parte politica di Misurata affidandosi solo a Al Serraj. Ora l’Italia non può più sbagliare e deve rimandare in Libia l’ambasciatore Giuseppe Perrone. Le conseguenze dell’assenza dell’alto diplomatico si è fatta sentire, basti pensare al rallentamento dell’attività diplomatica che ha portato allo stop del lavoro sui migranti e sulle visite ai centri di reclusione. Poi l’assistenza diretta alla Guardia costiera si è allentata, così come l’attuazione di progetti infrastrutturali e di iniziative economiche, tra cui quella del Trattato del 2008 che è completamente accantonata e speriamo di riprenderla il prima possibile. Poi occorrono le forniture urgenti alle municipalità, essenziali per il rapporto con la popolazione. Per quanto riguarda la Cirenaica occorre subito ricorrere ai ripari come ha chiesto anche Khalifa Haftar  al premier Giuseppe Conte. E’ auspicabile  il ritorno di Perrone e la riapertura del consolato a Bengasi.

 

 

Senatore di Misurata: “mandate subito Perrone in Libia” e occhio alla Francia

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