In Europa dilaga la protesta dei gilet gialli. In Italia si stringono i tempi per una manovra “approvabile” da Bruxelles

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(di Massimiliano D’Elia) Ieri a Parigi, Tolosa e Bruxelles i gilet gialli hanno tenuto impegnate le forze dell’ordine in una vera e propria guerriglia urbana. A quanto pare la protesta sta dilagando in tutt’Europa. Ai normali cittadini si sono uniti studenti, conducenti di ambulanze e  qualche rappresentanza di vigili del fuoco. La protesta è iniziata per il caro benzina ma poi ha portato sul tavolo la precarietà delle condizioni di vita a causa delle politiche di austerity attuate dalla Francia, sotto l’egida dell’Ue. Il presidente francese Emmanuel Macron è ad un passo dalle dimissioni, tuttavia ha chiesto  all’Europa di sforare il 3 per cento nel rapporto deficit-Pil, proprio per attuare una politica economica espansiva per favorire crescita e  sviluppo, anche se l’economia mondiale dà i primi segnali di recessione a causa della guerra commerciale tra Usa e Cina.

In Italia la Camera dei Deputati ha approvato con 312 si, 146 no e 2 astenuti il disegno di legge di Bilancio per il 2019 sul quale il governo aveva già incassato il voto di fiducia. Ora la manovra da 37 miliardi di euro passa all’esame del Senato. Proprio lì sarà completamente rivoluzionata per raggiungere il valore del 2,0/1,9 per cento chiesto dalla Commissione Ue. 

Entro domani, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, “si tireranno le fila sulle modifiche da presentare al Senato. Arriveranno i calcoli della Ragioneria dello Stato e dell’Inps” e si vedrà di quanto ridurre lo stanziamento per il reddito di cittadinanza fino a 780 euro al mese e per «quota 100. 

Nel disegno di legge approvato dalla Camera i due provvedimenti valgono rispettivamente 9 miliardi e 6,7 miliardi. Al Senato verranno ridotti, complessivamente, di almeno 3-4 miliardi. Nonostante ciò, saranno necessari ulteriori interventi per addivenire alle richieste di Bruxelles.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha deciso di anticipare da mercoledì a martedì le comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì a Bruxelles, vertice che potrebbe essere preceduto, mercoledì, da un incontro dello stesso premier col presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Junker ha chiesto, nel frattempo, una proposta scritta prima dell’incontro, che ad oggi non è ancora confermato. Un accordo con l’Unione europea è possibile secondo il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che osserva come ora anche l’Europa sia in difficoltà. Nel frattempo il governo è impegnato ad incontrare le imprese. Il vice premier Matteo Salvini incontra le 12  associazioni che hanno manifestato a Torino a favore della Tav mentre martedì l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, avvierà un tavolo permanente per le piccole e medie imprese. Al Senato, scrive il Corriere della Sera, arriverà un pacchetto di emendamenti a favore delle aziende: dall’aumento dal 40 al 50% della deducibilità dell’Imu sui capannoni allo sblocco di circa 30 miliardi di pagamenti alle imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione. 

In Europa dilaga la protesta dei gilet gialli. In Italia si stringono i tempi per una manovra “approvabile” da Bruxelles

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