Martedì di Fuoco per l’Italia. Lettera alla Commissione Ue sul Def e outlook  dell’FMI

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Crescita, spese eccezionali, peso degli interessi sul debito e clausole anti-sforamento del deficit sono le variabili su cui si lavora al Mef, in vista del nuovo Documento di bilancio che Roma deve inviare a Bruxelles entro martedì prossimo.

Il programma non cambia ha ribadito il ministro Tria in audizione si resta con uno sforamento del 2,4%. Tria è deciso al riguardo dopo aver incontrato il presidente dell’Eurogruppo Centeno con cui ha condiviso il fatto che per rispettare gli obiettivi concordati l’anno scorso si dovrebbe attuare una restrizione fiscale foltissima, e sarebbe un suicidio visto che la congiuntura rallenta.

Tria lavora a una serie di correttivi mentre Bankitalia ha fatto notare che i valoro dello spread degli ultimi sei mesi è costato 1,5 miliardi di euro.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha ribadito, in audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato che la manovra non cambia nella sostanza tranne qualche piccolo correttivo.

Il presidente dell’Eurogruppo Centeno dopo aver incontrato Trina e Conte ha parlato di propositi buoni ma per ottenerli bisogna togliere i dubbi di partner e investitori su una strategia portata avanti con una serie di costi per lo Stato, le aziende e i cittadini.

La frenata dell’economia potrebbe portare nel nuovo documento economico un obiettivo di crescita inferiore a1l’1,5% finito sotto la pioggia di critiche Ue dopo la mancata validazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio, scrive il Sole 24 Ore. Le stime italiane sono state fatte a settembre, afferma Tria, e ora ci sono altri dati da tenere sotto controllo e che concordano nell’indicare un rallentamento ulteriore nella crescita che potrebbe fermarsi poco distante dall’1%. Una revisione degli obiettivi 2019 non spingerebbe il deficit oltre al 2,4%, perché il dato è calcolato su un Pil previsto all’+0,9%.

Martedì è un giorno di fuoco perché è in arrivo anche la pagella dell’Fmi. Gli ispettori del Fondo monetario internazionale sono  tornati a Roma il 6 novembre scorso per la fase conclusiva della missione ex articolo IV dello statuto dell’organismo diretto da Christine Lagarde.

Gli esperti guidati dal capomissione Mshi Goyal avevano già raccolto molti dati tra il 12 e il 16 luglio scorso. Ma, in considerazione dei tempi tecnici necessari al nuovo governo per definire meglio il suo intervento di politica economica, hanno deciso di scrivere nel mese di novembre le conclusioni di quella che tradizionalmente è la “lettera” da consegnare all’Esecutivo, in modo da tener conto di tutte le implicazioni della legge di bilancio.

Gli esperti mandati da La Garde vorranno sapere tutto del Def e degli eventuali ritocchi.  Ma c’è da ritenere che vorranno esaminare più da vicino anche la strategia di bilancio di medio termine dell’Italia, a cominciare dall’impatto delle modifiche previdenziali. E vorranno analizzarne i rischi, compresi quelli, potenzialmente dirompenti, derivanti da una violazione sostanziale delle regole Ue, nonché capire come il governo valuti le prospettive della sostenibilità del debito.

 

 

 

Martedì di Fuoco per l’Italia. Lettera alla Commissione Ue sul Def e outlook dell’FMI

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