Francia dopo FCA punta a Generali

Alessandro da Rold ha intervistato su la Verità l’onorevole della Lega Giulio Centemero, oggi membro della Commissione Finanze.  Il motivo dell’intervista l’interrogazione parlamentare sulle ultime mosse del patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio in Mediobanca.

Basta leggere i giornali, spiega Centemero.  “Il presidente di Luxottica avrebbe messo a punto una squadra di consiglieri dando mandato a Jp Morgan di studiare possibili soluzioni per valorizzare Piazzetta Cuccia. In attesa del piano industriale, il titolo di Mediobanca è salito ancora dell’ibi da 10,43 euro, tornando sopra i prezzi di carico sia di Unicredit (10,2 euro), sia di Vincent Bollore (9,3 euro)». La finanziaria Delfin, che fa capo a Del Vecchio, sta salendo nel capitale di piazzetta Cuccia in uno schema che prevederebbe, in alleanza con Unicredit, la scalata di Generali e in futuro, forse, un’aggregazione con i francesi di Axa.

Il professore Giulio Sapelli lo aveva annunciato prima della nascita del governo giallorosso; sarebbe stato un esecutivo che avrebbe svenduto l’Italia all’asse franco-tedesco. Ha avuto ragione?

È necessario tenere alta l’attenzione e fare in modo che i nostri asset, siano essi industriali, finanziari o di altra natura. La politica deve garantire alle imprese stabilita e crescita, attuare misure che favoriscano lo sviluppo e incrementare i livelli occupazionali. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di implementare strategie improntate a garantire un ecosistema compatibile alle esigenze di un mercato in costante evoluzione, senza perdere di vista il sistema paese e le sue peculiarità”.

Dopo Fca sembra essere il turno di Generali

Del Vecchio avrebbe già avuto un incontro positivo in Bankitalia, pur non avendo ancora inviato alla Bce la richiesta per salire sopra il 10% di Mediobanca. Si intravede un piano di Delfin su Generali i cui contorni, finanziari e personali, dipenderanno da molti elementi. In questa chiave è centrale il ruolo di Unicredit, la banca guidata dal francese Jean Pierre Mustier, che di Mediobanca è primo azionista, con 1’8,8% e che con Del Vecchio è in ottimi rapporti”.

Come fa l’Italia a difendere le sue imprese?

“Devono essere valorizzate. Non devono diventare facili prede di chi sta davvero distruggendo lo spirito di un’Europa dei valori facendo dumping intracomunitario invece che puntare a creare sinergie con i nostri partner vicini e lontani. Non vogliamo perdere di vista il mondo e l’economia reali”.

Il premier Giuseppe Conte è già stato accusato di aver fatto un accordo con gli americani sul cosiddetto spygate in agosto, prima di formare il Conte-bis. “Tra chi vuole offrire le nostre infrastrutture a prezzi da saldo estivo temo ci sia proprio lui, Giuseppi”.

C’è chi difende pero queste operazioni. Al governo ci sono i vostri ex alleati a 5 stelle.La tutela delle nostre infrastrutture economiche è sempre stata  un elemento prioritario che ha caratterizzato la Lega. L’esecutivo continua, però, a litigare su tutto. È un governo precario ed in costante tensione: come dimostra quanto accaduto questa settimana in commissione finanze, dove rappresentanti del M5S hanno chiesto tempi maggiori per la revisione della proposta di DI fiscale presentala dal loro stesso governo“.

Quindi Matteo Salvini ha fatto bene a staccare la spina?

Trovarsi con chi non voleva ascoltare i bisogni di un Paese stremato dai precedenti governi, ci ha portalo ad assumerci la responsabilità di chiudere un’esperienza che non rendeva giustizia agli italiani“.

Però c’è anche chi vi incolpa della situazione in cui ci troviamo.

Gli italiani lo hanno capito benissimo. Basta guardare i sondaggi. La tutela dei nostri imprenditori, dei lavoratori e la stabilità sono stati solo alcuni dei punti cardine dai quali siamo partiti per attuare il di crescita”.

Nel frattempo il ministro delle Finanze italiane, Roberto Gualtieri ha dato la sua benedizione alla fusione Fca-PsaIl titolare del Mef, spiegano fonti del ministero ha dimostrato “apprezzamento per la creazione di un gruppo industriale, con una forte componente italiana, destinato a essere uno dei principali protagonisti del mercato globale”.

Gualtieri comunque “seguirà con attenzione gli sviluppi dell’operazione, perché la filiera italiana dell’auto occupa un numero significativo di lavoratori qualificati, costituisce un’importante leva di integrazione nei mercati internazionali ed è un volano di investimenti, ricerca e innovazione tecnologica, anche in chiave di transizione verso modelli di sostenibilità ambientale e sociale”.

Parola già più decise rispetto al’intervento di mercoledì 30 ottobre a Porta a Porta, quando il ministro aveva parlato di «processi inevitabili», dimostrandosi quasi fatalista definendola “un’operazione di mercato” benché “importantissima per il Paese” e quindi da seguire con attenzione. In Via XX Settembre sembrano quindi confidare che non ci siano problemi occupazionali in futuro, come assicurato da Fca e Usa, anche se i sindacati italiani e francesi sono già sul piede di guerra.

 

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