Gli Stati Uniti ridurranno la presenza militare in Europa: le dichiarazioni di Guido Crosetto

Il ministro della Difesa sottolinea la necessità di rafforzare le capacità europee per non farsi trovare impreparati

La difesa europea sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha lanciato un monito chiaro: gli Stati Uniti continueranno a garantire la sicurezza dell’Europa, ma ridurranno progressivamente la loro presenza militare sul continente. Questa prospettiva, che potrebbe concretizzarsi nel giro di cinque o dieci anni, impone ai Paesi europei di riorganizzarsi e rafforzare le proprie forze armate per non trovarsi impreparati.

Nel corso di un’intervista a Radio 24, Crosetto ha evidenziato come il ridimensionamento delle forze americane in Europa non sia una scelta repentina, ma un processo già in atto. Con l’amministrazione Biden si era parlato di una riduzione del 20%, mentre con un eventuale ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca lo scenario potrebbe essere ancora più drastico, con un taglio del 40-50%. Non si tratta di un ritiro totale, ma di una redistribuzione delle risorse, con un focus maggiore su altre aree di interesse strategico per gli USA. La conseguenza diretta è che i Paesi europei dovranno investire di più nella propria sicurezza, aumentando gli organici militari e rafforzando le proprie capacità difensive. Tuttavia, come sottolineato dallo stesso Crosetto, formare un soldato, un ufficiale o un pilota non è un processo immediato, richiede tempo, risorse e una pianificazione a lungo termine.

Il dibattito sul futuro della difesa europea si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la strategia complessiva dell’Unione Europea. Il piano “Readiness 2030”, che ha sostituito il precedente “ReArm Europe”, è stato accolto con favore dal ministro, ma con una critica di fondo: è ancora troppo incentrato su una logica industriale e poco su una visione strategica a lungo termine. Secondo Crosetto, la difesa non necessariamente si costruisce semplicemente aumentando la produzione di armi, ma sviluppando una capacità di risposta coerente con le minacce attuali e future. Questo significa pianificare il tipo di forze necessarie, stabilire investimenti sostenibili nel tempo e creare un sistema di coordinamento efficace tra i vari eserciti nazionali. Inoltre, c’è il nodo delle risorse finanziarie: gli 800 miliardi proposti dall’UE per la difesa rischiano di ricadere interamente sugli Stati membri, aumentando il debito nazionale e incidendo sui bilanci pubblici. Crosetto ha quindi ribadito la necessità di trovare un equilibrio, magari coinvolgendo capitali privati o finanziamenti della Banca Europea per gli Investimenti.

Oltre agli aspetti finanziari e strategici, un altro tema centrale riguarda la cooperazione militare tra gli Stati europei. Crosetto ha escluso la possibilità di creare un esercito unico europeo sul modello della NATO. Piuttosto, si punta a una maggiore integrazione tra le forze armate nazionali, con standard operativi comuni e una capacità di risposta coordinata in caso di necessità. In altre parole, l’Europa non avrà un’unica armata, ma un sistema di difesa basato sulla collaborazione tra eserciti nazionali con una formazione e una struttura compatibili. Anche qui, però, i tempi saranno lunghi: la creazione di un quadro operativo comune, la formazione del personale e l’armonizzazione delle dottrine militari richiedono anni di lavoro e un forte impegno politico.

Le dichiarazioni del Ministro Crosetto non sono un semplice avvertimento, ma una chiara richiesta di azione. L’Europa non può permettersi di rimanere indietro in un mondo sempre più instabile e imprevedibile. Il ridimensionamento della presenza americana nel continente potrebbe essere l’occasione per sviluppare una difesa più autonoma e resiliente, ma servono scelte coraggiose e una visione di lungo periodo. Il tempo c’è, ma non è infinito.

Gli Stati Uniti ridurranno la presenza militare in Europa: le dichiarazioni di Guido Crosetto