Macron telefona a Mattarella e lo invita all’Eliseo mentre  i Mirage bombardano il sud della Libia

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(di Massimiliano D’Elia) L’ancora di salvataggio per tutte le crisi oltre confine è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sempre più spesso i leader di altri paesi si rivolgono al Quirinale per risolvere e stemperare situazioni “imbarazzanti”. Questa volta il presidente francese Macron non ha indugiato un attimo e si è rivolto al presidente italiano per ritrovare il filo della ragionevolezza su cui ancorare i rapporti storici, a dire dei francesi “eccezionali”, tra Francia e Italia.

Durante il colloquio telefonico Macron ha espresso il desiderio di avere Mattarella quale suo ospite all’Eliseo. Mattarella, naturalmente, ha accettato l’invito e ha espresso il rammarico per il ritiro dell’ambasciatore francese da Roma. In serata poi la notizia che l’ambasciatore transalpino ritornerà presto in Italia.

Una fonte diplomatica francese ha poi voluto precisare: “Il nostro gesto non è mai stato contro il popolo italiano ma una reazione dovuta a comportamenti inaccettabili di alcuni membri dell’attuale governo”. L’ambasciatore Christian Masset è ancora a Parigi per una serie di appuntamenti istituzionali. Domani incontrerà la ministra Elisabeth Borne, omologa di Danilo Toninelli, per discutere della spinosa questione Tav. “Continueremo ad avere ogni tanto posizioni divergenti su alcuni dossier conclude la fonte diplomatica francese – ma auspichiamo che ora ci sia maggiore consapevolezza che la risoluzione dei problemi va cercata insieme”.

Se con la Francia è stata messa una toppa, molto spinosa potrebbe diventare la relazione proprio con l’alleato di sempre, gli Stati Uniti di Donald Trump. Di Maio andrà negli Usa tra un mese in visita ufficiale. L’occasione sarà ghiotta per l’Amministrazione Trump per chiedere i necessari chiarimenti su  F35 e alcune voci del sostegno a Maduro, nonchè sul ritiro italiano dall’Afghanistan.

L’asse Mattarella-Moavero Milanesi, quindi, sta lavorando nell’ombra  e lontano dalla retorica dei leader del governo gialloverde nel tentativo di mantenere il Paese nell’alveo delle nazioni che contano a livello europeo e globale. Almeno questi sono i presupposti, poi smentiti dai fatti: Molto “imbarazzante” è il fatto che mentre Macron parlava al telefono con Mattarella i caccia francesi Mirage atterravano nella base di N’jamena dopo una decina di giorni di continui bombardamenti nel sud della Libia. Una campagna militare, scrive La Verità, svolta in silenzio e per di più non concordata con l’Italia. I bombardamenti francesi sono terminati non appena il generale Khalifa Haftar ha presso possesso del più importante giacimento petrolifero della Libia,  il Sahara, ubicato nel Fezzan, proprio dove l’Italia ha molti interessi ed è presente con’Eni.  

 

Macron telefona a Mattarella e lo invita all’Eliseo mentre i Mirage bombardano il sud della Libia