Funghi: piatto gustoso e farmaco generoso

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(di Nicola Simonetti) Provare per credere. Se ne fa portavoce la prof. Laura Dell’Erba, già primario di medicina nucleare ed endocrinologa, socia Accademia dei Georgofili, che ne ha compendiato le virtù in un agile volumetto (“Le proprietà salutari del fungo cardoncello” – Gruppo IFE/Micotec ed.).

Nel XX secolo – dice l’A. – le ricerche condotte sui macro e micro funghi hanno portato alla scoperta di molti farmaci fondamentali e, in particolare: ergotamina, penicillina, ciclosporina, griseofulvina.

Negli ultimi 50-60 anni, la ricerca scientifica internazionale si è focalizzata sullo studio dei funghi per valutarne, soprattutto, la capacità di: immunomodulazione, inibire la crescita tumorale, riequilibrare il metabolismo, attività antibiotica.

I risultati hanno superato le aspettative.

Infatti, nel 2005, un gruppo di ricercatori danesi ha isolato la “plectasina”, la prima delle “difensine”, proteine naturali, prodotte normalmente dall’organismo umano ed animale per la protezione dalle infezioni.

Quella fungina ha dimostrato potenzialità di contrastare microrganismi, resistenti ai comuni antibiotici, causa di meningite, polmoniti, setticemie, sepsi cutanee.

Una premessa – questa – che aprirebbe una nuova era di scoperta e sviluppo di nuovi antibiotici.

Acclarato, anche, il tesoro nutraceutico dei funghi. Essi contengono sali minerali, vitamine, betacarotene, folati, composti bioattivi in grado di rafforzare il sistema immunitario di difesa.

Si sottolinea, in particolare, la ricchezza di vitamina C e D.

In alcune specie di funghi, la C è così alta da superare di tre volte quella contenuta in un’arancia di pari peso.

La D è pari a quella assunta con i migliori integratori alimentari. Ma, per attivarla, bisognerà esporre il fungo crudo alla luce solare per 2 ore e, quindi, lasciati in ombra per altro po’ di tempo.

I funghi – scrive la prof. Dell’Erba – sono ottimi nelle diete dimagranti perché, oltre al basso valore calorico, contengono alcuni enzimi ed un buon contenuto di fibre che inibiscono o rallentano l’assorbimento intestinale di zuccheri e grassi in eccesso.

Fra i funghi coltivati in Italia, particolarmente interessanti sono risultate le proprietà salutari e terapeutiche del fungo di genere Pleurotus (nessuno velenoso) e, in particolare, dell’eryngii (cardoncello) che ha maggiore concentrazione proteica significativa presenza di vitamine e più elevata quantità di potassio e magnesio e di fibre.

I funghi del genere Pleurotus, poi, sono ricchi di una proteina naturale, Lovastatina, in grado di ridurre, nel sangue di chi ne consuma, il colesterolo cattivo ed aumentare quello buono, di ridurre l’accumulo di colesterolo (51%) e di trigliceridi (32%) nel fegato.

L’estratto di Pleurotus inibisce l’aggregazione piastrinica e, quindi, previene infarti, ictus, ecc.

Diversi composti estratti dal fungo cardoncello vantano ruolo preventivo importante nei riguardi dell’osteoporosi.

L’estratto di Pleurotus, inoltre, contiene l’ostreolisina che, in vitro, ha dimostrato capacità di distruggere le cellule neoplastiche come quelle del carcinoma prostatico. Uno studio australiano (università of Western) ha dimostrato che le cinesi che consumano gr. 10 di funghi Pleurotus ostreatus (detto ostrica, gelone, orecchione, ecc.) al giorno presentano rischio di tumore mammario inferiore del 64% rispetto al gruppo controllo (che non consuma funghi).

Benefici anche nei riguardi dell’equilibrio ecologico segnalato dalla Royal botanic Kew Gardens di Londra: i funghi sono in grado di rimuovere gli inquinanti dal suolo e dalle acque reflue; alcune varietà  dell’ostreatus tolgono dal suolo coloranti, fitofarmaci e residui.

Il fungo travalica anche lo spazio: una sperimentazione NASA sperimenta la sua coltivazione in condizioni di microgravità per farne una valida fonte di alimentazione nei viaggi spaziali.

Funghi: piatto gustoso e farmaco generoso

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